Estetica dentale

Branca dell'odontoiatria che si occupa di restituire al paziente un sorriso esteticamente perfetto e in armonia con il proprio viso.

Parlare di estetica dentale significa in realtà parlare di estetica del volto o perlomeno, restando all’interno delle nostre competenze odontoiatriche, di integrazione all’interno di un volto.
In effetti, non è un dente bello a colpirci, ma è l’equilibrio d’insieme che rende attraente un sorriso all’interno di un viso.

Un sorriso piacevole, luminoso, bianco, con anatomie integre e gengive sane, rispecchia lo stato di salute della persona. Le sue proporzioni e simmetrie, le naturali imperfezioni, i corretti rapporti occlusali e funzionali sono parametri fondamentali da integrare con con l’età, l’etnia, il sesso, l’individualità della singola persona.

Il concetto di estetica dentale dunque dipende da molteplici fattori, non ultimo il condizionamento mentale che ci viene spesso imposto dai canoni della società moderna. Nel colloquio con una persona, i denti hanno la capacità assieme a occhi, naso, labbra di modificare molto l’espressione. In pratica, sono gli elementi che il cervello inconsciamente osserva ed analizza maggiormente quando ci relazioniamo con gli altri.

L’odontoiatria estetica, cioè quella che si occupa della bellezza di un sorriso, ha impiegato le sue energie nel corso della storia, a ricostruire gli effetti delle patologie dentali. Il grande interesse della gente per la salute della bocca, ed in particolare all’aspetto estetico, ha sviluppato, in questo settore, un’evoluzione spaventosa di tutte le tecniche che portano all’ottenimento di sorrisi smaglianti.

Le pianificazioni dei trattamenti oggi vengono discussi assieme ai pazienti in modo tale da consentire agli odontoiatri ed ai loro tecnici di organizzare strategie di prevenzione e di ricostruzione mirati a ottenere i migliori risultati sia in termini estetici che clinici. Il bello non è un valore assoluto, è giusto tenere in considerazione le richieste del paziente su quello che è la sua “idea del bello” e da parte dell’odontoiatra è importante che il progetto tenga conto di tutti quegli aspetti tecnici di cui il paziente è ignaro, che consentano di arrivare al risultato estetico-funzionale ideale per quella singola persona.

La bellezza è data da una serie di rapporti tra le dimensioni di un viso, nei suoi rapporti di simmetria tra volto e sorriso, i rapporti della dentatura, dell’articolazione e della muscolatura. Oggi è possibile usufruire di molte opportunità in campo sia ricostruttivo che estetico, sia per prestazioni semplici sia per pazienti più esigenti, grazie al miglioramento delle tecniche, dei materiali e delle tecnologie. Questa evoluzione filosofica e scientifica ha determinato una rivoluzione nell’approccio della popolazione alla terapia. Mentre prima i pazienti si rivolgevano al dentista esclusivamente per risolvere patologie dentali, adesso è fortemente cresciuta la richiesta di trattamenti mirati al miglioramento dell’aspetto estetico. Essenziale è la stretta collaborazione con un laboratorio odontotecnico all’altezza delle richieste del medico e del paziente, perché solo attraverso un lavoro simbiotico si potranno ottenere risultati predicibili. Da qui l’esigenza di farsi seguire dal un team in grado di poter far fronte a tutte le necessità del caso.

Scopri le domande più frequenti su questo servizio:

A che età è consigliata la prima visita di controllo per i bambini?

La cosa migliore sarebbe abituare i bambini a venire dal dentista anche solo per ambientarsi, prendere confidenza con l’ambiente e con lo staff, quindi se possibile sarebbe ideale che i genitori li accompagnassero anche solo per farli salire sulla poltrona e guardare i dentini in età precoce.

Il controllo dei dentini da latte serve per mantenere gli spazi fisiologici, evitare fastidiose infezioni che si possono creare quando la carie arriva ai tessuti pulpari e controllare il corretto sviluppo dento-scheletrico.

Successivamente, durante e dopo la permuta dentaria i denti permanenti dovrebbero essere sempre ben controllati sia dal punto di vista di prevenzione cariosa sia dal punto di vista di corretto sviluppo dento-scheletrico.

Sono una delle risorse più efficaci per la prevenzione della carie che si esegue in età scolare (6 anni per il primo molare e 10/12 anni per il secondo) sui denti sani.

Consiste nell’applicazione di una resina sui denti molari definitivi, che sigilla i solchi occlusali (le zone di depressioni delle superfici masticanti), impedendo così il ristagno di placca e residui di cibo in queste zone che sono le più difficilmente detergibili a casa nel giorno per giorno, e le più facilmente attaccabili dai batteri che provocano la carie.


Oltre a seguire una corretta igiene domiciliare, un adeguato ausilio da prendere in considerazione è la ionoforesi, essa consiste in una elettrodeposizione di fluoro sulla superficie dentale.

La terapia si esegue in maniera molto semplice attraverso l’impiego di gel o liquidi i quali vengono applicati sulla suerficie dentale tramite delle spugne collegate a dispositivi elettromedicali, attrasvereso una corrente controllata gli ioni fluori passano dal liquido e si depositano sulla superficie dentale.

il legame chimico del fluoro con le strutture dentali determina dei riempimenti dentinali che migliorano la sensibilità agli agenti termici e rendono transitoriamente più resistente lo smalto agli agenti acidi della placca batterica.

E’ una pratica molto rapida e per nulla invasiva che puo essere associata, specie in pazienti predisposti, alla seduta di igiene orale periodica. 

Oltre alla ionoforesi che ha una buona efficacia anche per questo problema, ci sono dei trattamenti da poter eseguire in studio attraverso tecnologia al laser e con l’applicazione di prodotti desensibilizzanti.

Esistono inoltre dei dentifrici da poter utilizzare ogni giorno che aiutano sia i trattamenti di ionoforesi che quelli di desensibilizzazione.

L’associazione di una o più procedure garantisce sempre l’ottenimento di una forte riduzione della sintomatologia iniziale.

La clinica si avvale della presenza di un medico anestesita, che attraverso la somministrazione di farmaci calmanti-sedativi ed  un monitoraggio cardiocircolatorio, può prestare un servizio aggiuntivo alla vostra tranquillità di trattamento.

L’azione della terapia farmacologica in odontoiatria ambulatoriale è un’azione blanda che viene monitorata attraveverso disopsitivi elettronici per garantire sempre la costante sicurezza del paziente, la funzione che essa assolve è creare una eliminazione dello stato d’ansia e di partecipazione all’evento, ristabilire i normali valori di pressione arteriosa ed ossigenazione del sangue che si alterano a seguito di stati ansiosi, permettendo di assolvere con tranquillità al personale preposto anche le fasi più lunghe, complesse o insostenibili per il paziente durante una terapia odontostomatologica.

La terapia endodontica, è una terapia che si rende necessaria quando la struttura interna del dente (la polpa dentaria) si infetta e non è più possibile attuare nessuna cura di mantenimento della stessa. Questa terapia si rende necessaria sia sui denti permanenti ma anche sui dentini da latte quando trascurati.

A seguito di grandi infiltrazioni cariose che colpiscono gli elementi dentari quando non controolati per periodi di tempo prolungati, a seguito di infiltrazioni su ricostruzioni incongrue o datate nel tempo, a seguito di fratture o eventi traumatici o a seguito di terapie pregresse non idonee all’eliminazione dei batteri presenti dentro il canale radicolare, i batteri colpiscono le strutture nervose  o sottostandi al dente determinando infezioni progressive.

L’esperienza negativa che spesso viene correlata al dolore in odontoiatria è frequentemente  da imputare non tanto alla terapia in se ma al motivo per cui il paziente giunge alla terapia stessa.

Capita infatti che a seguito di patologie presenti e non trattate per mancanza di controlli rutinari nei momenti in cui non sono presenti sintomi, le lesioni cariose o le cause scatenanti si accrescano nell’area dentale, giungendo agli strati più profondi dello stesso ed interessando con infezioni i tessuti interni, da esso nasce una risposta infiammatoria la quale determina un edema (gonfiore) dell’apparato pulpo dentinale e osseo il quale invaso dalla presenza di batteri esita in una risposta ascessuale.

A questo punto spesso il paziente si presenta presso il proprio dentissta con forti dolori e gonfiori più o meno accentuati.

La terapia canalare, detta anche terapia endodontica o devitalizzazione del dente, ovvero la pulizia dei canali radicolari, la loro detersione, e la loro chiusura, determina la restituzione di integrità al dente ed elimina il gonfiore ed il dolore presente.

Molto spesso, quado la situazione è avanzata e l’infezione risulta essere copiosa, non è possibile risolvere la terapia in una seduta ma è necessario ricorrere all’utilizzo di antibatterici mirati ed associare uletriori sedute per il ripristino funzionale del dente.

Le spese dentistiche possono essere portate in detrazione fiscale con il modello 730/2019. Il costo del dentista, rientra tra le spese mediche e sanitarie che danno diritto a beneficiare della detrazione Irpef del 19%. Anche in questo caso si applica la franchigia di 129,11 euro, ovvero una minimo di spesa sotto la quale non spetta alcuna agevolazione. Certo è che spesso tale limite si supera facilmente. Proprio per questo è bene analizzare di seguito tutte le regole per beneficiare della detrazione fiscale con il modello 730/2019.

Detrazione spese dentistiche, modello 730/2019: limiti e istruzioni

Con la dichiarazione dei redditi (modello 730 ordinario o precompilato così come con il modello Redditi PF 2019) i contribuenti possono portare in detrazione fiscale al 19% le spese odontoiatriche, finalizzate a migliorare lo stato dei propri denti, dietro pagamenti tracciabili (bancomat o carte di credito).

In particolare possono usufruire della detrazione le seguenti spese:

 -Terapie specialistiche che prevedono esami di laboratorio e controlli ordinari sulla salute della persona. In questa categoria rientrano le radiografie ortopanoramiche e tutte le indagini e terapie volte a verificare e curare la salute dentale dei pazienti, purché sia dimostrabile la natura sanitaria delle prestazioni (quindi potranno essere detratte le cure delle carie, parodontiti e gengiviti);
– Prestazioni chirurgiche volte al recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona, ovvero per operazioni che mirano a correggere inestetismi sia congeniti che procurati da eventi che producono disagi psico-fisici;
– Spese per acquisto, affitto o manutezione di dispositivi medici. In questa categoria rientrano le protesi dentarie volte a sostituire un organo naturale o parti di esso, ma anche apparecchi ortodontici utili a correggere le disfunzioni dentali;
– Spese per acquisto di farmaci prescritti;
– Spese dentistiche derivanti da trattamenti di implantologia.

Si tratta come evidente di cure odontoiatriche volte a migliorare il proprio stato di salute. Non possono essere portate in detrazione fiscale con il modello 730 le spese dentistiche sostenute a fini estetici (come lo sbiancamento).

Detrazione spese dentistiche senza limiti di spesa

Così come per tutte le spese sanitarie, anche i costi del dentista possono essere portati in detrazione fiscale Irpef al 19% senza limiti di spesa.

L’unico aspetto da sottolineare, come già anticipato, è che non sono detraibili quelle inferiori alle franchigia di 129,11 euro.

Ricordiamo, inoltre, che il contribuente può beneficiare delle detrazioni fiscali anche qualora sostenute da familiari a carico.

Per beneficiare della detrazione delle spese dentistiche il contribuente dovrà compilare il quadro E, Sezione I, del modello 730/2019.

Se la detrazione è richiesta per sé stessi, bisognerà indicare l’importo totale delle spese mediche sostenute nel corso del 2018 all’interno del rigo E1. Qualora siano state sostenute per familiari non a carico, con patologie esenti, bisognerà invece compilare il rigo E2.

Tutte le regole di compilazione del modello 730 sono contenute nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda inoltre che sarà necessario conservare i seguenti documenti:

– Scontrino o fattura rilasciata da centri e personale autorizzati che hanno effettuato interventi odontoiatrici;
– Nel caso di dentiere e apparecchi ortodontici uno scontrino o una fattura che documentino chi e quando ha effettuato l’acquisto del dispositivo medico e l’esecuzione della prestazione da parte dello specialista.

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